Le sei voci che compongono il costo del digital signage
Il costo del digital signage non si limita al prezzo del software. Un progetto completo somma più voci: alcune si pagano una volta sola, al momento del montaggio, altre ritornano ogni mese o ogni anno. A seconda del numero di schermi e dell'hardware scelto, il software pesa pochissimo nel budget, oppure al contrario diventa la voce principale dopo qualche anno.
- Lo schermo: dal televisore consumer allo schermo da vetrina ad alta luminosità, è quasi sempre la spesa più alta al momento dell'acquisto.
- Il supporto e il montaggio: staffa a parete, piantana, sospensione in vetrina o a soffitto, cablaggio elettrico e di rete, manodopera.
- Il player: spesso integrato nei monitor professionali, altrimenti un piccolo dispositivo da aggiungere.
- Il software: gratuito, in abbonamento per schermo o con licenza, a seconda del fornitore.
- I contenuti: il tempo dedicato a crearli internamente, oppure il lavoro di un grafico.
- La manutenzione: sostituzione di uno schermo guasto, spostamenti sul posto, tempo dedicato a sorvegliare il parco.
Il costo dell'hardware e del montaggio dipende troppo dal luogo, dalla marca e dal fornitore perché una cifra generica abbia senso: due vetrine della stessa dimensione possono richiedere attrezzature molto diverse. Questa pagina spiega quindi che cosa fa variare ogni voce, così sai che cosa chiedere e che cosa confrontare. Solo il software Smart-Signage ha un prezzo fisso, ripreso dalla pagina dei prezzi.
Il costo di uno schermo per digital signage: che cosa lo fa variare
Il prezzo di uno schermo per digital signage dipende prima di tutto dal tipo, molto prima che dalla diagonale. Un monitor professionale è progettato per funzionare sedici ore al giorno o in continuo, e resta in garanzia per quell'uso. Uno schermo da vetrina raggiunge una luminosità molte volte superiore per restare leggibile al sole, e questo si riflette sul prezzo.
| Tipo di schermo | A che cosa serve | Che cosa fa salire il prezzo |
|---|---|---|
| Televisore consumer | In interni, poche ore al giorno, luce moderata | Diagonale e risoluzione, soprattutto oltre i 55 pollici |
| Monitor professionale da interno (16/7 o 24/7) | Negozio, ristorante, reception, uso giornaliero prolungato | Passaggio da 16/7 a 24/7, diagonale, player integrato più potente |
| Schermo da vetrina ad alta luminosità | Dietro il vetro, al sole, da 1.500 cd/m² | Luminosità, resistenza al calore, diagonale e formato (verticale, bifacciale) |
Per confrontare due schermi, leggi la scheda tecnica: luminosità in cd/m², durata di funzionamento giornaliera prevista, durata e condizioni della garanzia.
La diagonale dello schermo deve seguire la distanza di lettura, non il budget disponibile. Uno schermo troppo piccolo per la distanza da cui viene guardato costringe a ingrandire i testi e a mostrare meno; uno schermo troppo grande per uno spazio ridotto affatica la vista. I criteri di scelta sono descritti nella nostra guida al digital signage.
Il supporto e il montaggio: la voce più variabile
Il montaggio di uno schermo per digital signage è la voce che varia di più da un progetto all'altro. Uno schermo fissato a parete ad altezza d'occhio, vicino a una presa, si monta da soli in un'ora. Uno schermo sospeso in vetrina, a soffitto o a diversi metri d'altezza richiede un installatore professionista, a volte una piattaforma elevatrice, e spesso un nuovo allacciamento elettrico o di rete.
Che cosa incide sul costo del montaggio:
- il tipo di supporto: staffa fissa o inclinabile, braccio articolato, piantana, sospensione in vetrina o a soffitto;
- la natura della parete o del soffitto: un muro portante, un tramezzo leggero o un controsoffitto non richiedono lo stesso lavoro;
- l'altezza e l'accesso: oltre la portata di una scala, servono attrezzature e tempo in più;
- l'alimentazione e la rete: una presa e un cavo di rete già presenti semplificano tutto, crearli aggiunge l'intervento di un elettricista;
- il numero di schermi montati in un solo intervento: raggruppare gli schermi di una sede riduce il tempo di spostamento per schermo.
Il player: spesso già dentro lo schermo
Il player è spesso la voce più semplice, perché si trova già dentro lo schermo. La maggior parte dei monitor professionali funziona con Android o LG webOS (quest'ultimo con l'offerta Enterprise), su cui l'app Smart-Signage si installa direttamente. Un player esterno serve solo per uno schermo senza sistema operativo utilizzabile, come un vecchio televisore o un monitor da computer.
| Player | Quando sceglierlo | Che cosa prevedere |
|---|---|---|
| Integrato nel monitor professionale | Schermo con Android o LG webOS | Nulla oltre allo schermo |
| Browser su un televisore o un PC esistente | Test, uso occasionale, dispositivo già presente | Nulla, se il dispositivo c'è già |
| Raspberry Pi o Orange Pi | Player web in modalità kiosk | Una scheda, il suo alimentatore e un case |
| Box Android | Televisore o monitor senza sistema compatibile | Un box collegato in HDMI, uno spazio dietro lo schermo |
| Mini PC | Serve un computer Windows o Linux completo | Un computer da configurare, aggiornare e sorvegliare |
La pagina sulla compatibilità elenca i dispositivi supportati. Gli schermi professionali LG webOS e Samsung Tizen sono pilotati da un'app nativa (IPK e .wgt), riservata all'offerta Enterprise.
I prezzi del software di digital signage Smart-Signage
Il software è l'unica voce con un prezzo fisso e pubblico. Smart-Signage fattura per dispositivo, secondo la sua classe, senza vincoli: aggiungi o rimuovi licenze in qualsiasi momento.
| Offerta | Che cosa copre | Prezzo IVA esclusa |
|---|---|---|
| Free | Fino a 3 schermi, 500 MB di media | 0 € |
| Premium | Uno schermo di diffusione, qualsiasi tipo di dispositivo, tutte le funzioni, fino al 4K | 9 € per schermo al mese, o 99 € all'anno |
| Lite | Dispositivo secondario: tablet di sala, telecomando, e-paper, schermo secondario di un videowall | 5 € per dispositivo al mese, o 55 € all'anno |
| Enterprise | Reti multi-sede: schermi Samsung Tizen e LG webOS, account gerarchici, supporto dedicato, SSO Microsoft 365, reportistica su richiesta | Su preventivo |
Prezzi IVA esclusa. L'account Free non si combina con licenze a pagamento. A partire da 50 licenze dello stesso tipo è possibile uno sconto su richiesta.
Il modello di fatturazione conta quanto il prezzo di listino. Un abbonamento per schermo segue la dimensione del parco: resta basso per un negozio e cresce con la rete. Una licenza acquistata una volta per tutte pesa di più all'inizio, ma non sempre include gli aggiornamenti. Un software open source non costa nulla in licenze, ma richiede un server e tempo di manutenzione. Per confrontare due offerte, riportale al costo su tre anni, per il tuo numero di schermi.
Contenuti e manutenzione: le voci dimenticate
Uno schermo senza contenuti aggiornati non serve a nulla, ed è spesso qui che il budget reale si allontana da quello previsto. Se le grafiche sono realizzate internamente, con l'editor del software e l'aiuto dell'IA, costano solo tempo, ma quel tempo ritorna ogni settimana. Affidate a un grafico o a un'agenzia, diventano una voce a sé, da prevedere fin dall'inizio.
La manutenzione si fa sentire soprattutto dopo qualche anno: uno schermo che si guasta fuori garanzia, un player da sostituire, uno spostamento verso una sede lontana. Un software che segnala a distanza gli schermi offline riduce questi spostamenti, perché sai che cosa non va prima di partire. Più il parco è grande e distribuito, più questa voce pesa.
Che cosa fa variare il budget
Due progetti della stessa dimensione possono avere budget molto diversi. Le differenze nascono quasi sempre dagli stessi fattori, che conviene individuare prima di chiedere preventivi.
- La diagonale dello schermo, scelta in base alla distanza di lettura: ogni taglia in più costa di più, soprattutto oltre i 55 pollici.
- La luminosità: una vetrina al sole richiede uno schermo ad alta luminosità, molto più costoso di uno schermo da interno.
- L'uso 16/7 o 24/7: oltre qualche ora al giorno serve un monitor professionale, e oltre sedici ore uno schermo progettato per il funzionamento continuo.
- Il tipo di supporto: una semplice staffa a parete non ha nulla in comune con una sospensione in vetrina o a soffitto.
- L'accesso all'alimentazione e alla rete: una presa e un cavo già presenti, oppure l'intervento di un elettricista da aggiungere.
- Il numero di schermi: riduce il costo di montaggio per schermo quando gli interventi sono raggruppati, ma fa crescere il costo del software in modo lineare.
Le trappole da evitare
- Un televisore consumer in vetrina. La sua luminosità di 300-400 cd/m² lo rende illeggibile dietro un vetro al sole, proprio nelle ore in cui passano più persone. Il risparmio all'acquisto si paga in visibilità.
- La garanzia. La garanzia di un televisore consumer copre in genere solo l'uso domestico, circa 6-8 ore al giorno. Un negozio aperto dieci ore al giorno ne è già fuori: se lo schermo si guasta, la richiesta di garanzia può essere respinta.
- I costi nascosti. Il cavo di rete da stendere, la presa da spostare, il player esterno dimenticato, lo spazio di archiviazione in più per i video, il tempo per creare i contenuti: ognuno è modesto, la loro somma non sempre.
- Il prezzo d'ingresso del software. Un prezzo basso per il primo schermo può salire in fretta con opzioni a pagamento o una fascia imposta. Fai i conti sul numero di schermi che avrai fra due o tre anni.
- Il costo dell'uscita. Cambiare software significa ricostruire i contenuti e riconfigurare ogni schermo. Uno strumento gratuito che diventa un vicolo cieco al secondo schermo costa più di quanto sembri.
Esempio 1: una vetrina con un solo schermo
Una boutique o un'agenzia vuole uno schermo visibile dalla strada, acceso durante l'orario di apertura. È il caso in cui lo schermo pesa di più nel budget e il software di meno: un solo schermo rientra nell'offerta gratuita.
Che cosa prevedere:
- uno schermo da vetrina ad alta luminosità, dimensionato sulla distanza da cui lo vedranno i passanti, con player integrato;
- una sospensione o una piantana da vetrina, e un montaggio che tenga conto dell'altezza del vetro e del calore dietro di esso;
- una presa elettrica e un accesso alla rete il più vicino possibile alla vetrina;
- il software: l'offerta Free basta per uno schermo, senza limiti di tempo.
Il badge «Powered by Smart-Signage», che compare dopo 30 giorni su un account gratuito, può stonare in una vetrina curata. In quel caso una licenza Premium lo rimuove, a 9 € IVA esclusa per schermo al mese.
Esempio 2: un ristorante con due schermi menu
Un ristorante monta due schermi sopra il bancone per mostrare il menu, che cambia fra pranzo e cena. Gli schermi restano accesi tutto il giorno: i monitor professionali da interno sono la scelta giusta.
Che cosa prevedere:
- due monitor professionali da interno della stessa diagonale e della stessa marca, perché il menu formi un insieme coerente;
- due staffe a parete allineate, montate in un solo intervento, con i cavi nascosti in una canalina;
- una presa per schermo, oppure un'alimentazione comune prevista sopra il bancone;
- il software: l'offerta Free copre fino a 3 schermi, con palinsesti che cambiano il menu secondo l'ora.
Un quarto schermo porta l'intero parco su Premium, a 9 € IVA esclusa per schermo al mese. Meglio saperlo prima di aggiungere uno schermo in sala o in terrazza.
Esempio 3: una rete di dieci negozi
Un'insegna attrezza dieci negozi con due schermi ciascuno, venti schermi in tutto, gestiti dalla sede centrale. Il software diventa una voce ricorrente significativa, e si pone la questione della divisione dei compiti fra sede e negozi.
Che cosa prevedere:
- venti monitor professionali da interno, lo stesso modello in ogni negozio, per semplificare contenuti e sostituzioni;
- un montaggio organizzato come un giro, negozio per negozio, invece di interventi separati;
- un sopralluogo preliminare in ogni negozio: posizione, presa, rete, luce naturale;
- il software: venti licenze Premium, ciascuna a 9 € IVA esclusa per schermo al mese o 99 € IVA esclusa all'anno;
- un modello di permessi: chi pubblica in sede, che cosa può modificare ogni negozio.
Il software si paga per schermo, senza fasce: il ventunesimo schermo costa quanto il primo. Se la rete ha bisogno di account gerarchici fra sede e negozi, o di un SSO con Microsoft 365, si tratta dell'offerta Enterprise, su preventivo.
Costruire il budget in quattro tappe
- Elenca le posizioni e, per ciascuna, l'esposizione alla luce, la distanza di lettura e gli orari di apertura.
- Stabilisci il tipo e la diagonale dello schermo per ogni posizione, poi verifica se include un player compatibile.
- Fai quotare il montaggio e il cablaggio da un professionista, raggruppando gli schermi di ogni sede.
- Aggiungi il software: gratuito fino a 3 schermi, poi una licenza per schermo, come indicato nella pagina dei prezzi.
L'approccio più sicuro resta partire in piccolo: un account gratuito e un primo schermo permettono di validare i contenuti e la posizione prima di attrezzare un'intera sede. Le condizioni dell'offerta gratuita sono descritte nella pagina del software digital signage gratuito, e i casi d'uso per settore mostrano l'hardware abituale per ogni tipo di attività.
Domande frequenti
Qual è il costo minimo per iniziare?
Con un televisore già presente e l'offerta Free, il software non costa nulla fino a tre schermi. Può servire comunque un box Android o un piccolo computer se il televisore non ha un browser utilizzabile. Quando l'hardware va acquistato, lo schermo resta la voce principale.
Il prezzo del software dipende dalla dimensione dello schermo?
No. La licenza Premium si fattura per schermo di diffusione, qualunque siano la diagonale o la risoluzione, 4K compreso. I dispositivi secondari (tablet di sala, telecomando, etichetta e-paper) rientrano nella licenza Lite, che costa meno.
Perché questa guida non indica i prezzi degli schermi?
Perché un prezzo di schermo o di montaggio ha senso solo per un luogo preciso: dipende da diagonale, luminosità, uso 16/7 o 24/7, supporto, accesso all'alimentazione e numero di schermi. Una cifra generica sarebbe fuorviante. La guida descrive questi fattori per aiutarti a confrontare i preventivi. Solo i prezzi del software Smart-Signage sono fissi e pubblici.
Ci sono costi di attivazione o vincoli per il software?
No. Non ci sono costi di attivazione né vincoli: le licenze si aggiungono e si rimuovono in qualsiasi momento. Il montaggio fisico dello schermo dipende dal tuo installatore, oppure da te.
Per approfondire
Prezzi di Smart-Signage
Tutte le offerte, funzione per funzione, e lo sconto sui volumi.
Software digital signage gratuito
Che cosa include l'offerta Free e quando passare a un'offerta a pagamento.
Guida al digital signage
Definizione, scelta dello schermo e tappe di realizzazione.
Casi d'uso per settore
L'hardware e i contenuti giusti per ogni tipo di attività.