Che cos'è il digital signage?
Il digital signage consiste nell'usare schermi per mostrare contenuti (immagini, video, informazioni pratiche o dati in tempo reale) gestiti a distanza da un software. A differenza di un manifesto di carta, il contenuto cambia in base all'ora, al luogo o all'attualità, senza che qualcuno debba recarsi sul posto.
Si parla anche di segnaletica digitale, cartellonistica digitale o comunicazione dinamica su schermo: i termini indicano la stessa cosa. Il digital signage si distingue da un televisore lasciato acceso in loop grazie a due capacità: la programmazione, che decide quale contenuto va in onda e quando, e la gestione remota, che permette di aggiornare decine di schermi da un solo computer, o dallo smartphone. Quando gli schermi sono installati in spazi pubblici e vendono spazi pubblicitari agli inserzionisti, il settore parla di DOOH (digital out-of-home): è un mestiere a parte, gestito dalle concessionarie pubblicitarie. Questa guida tratta il digital signage usato da un'azienda, un negozio o un ente pubblico per i propri messaggi.
I tre componenti di un sistema di digital signage
Un sistema di digital signage poggia sempre su tre elementi: uno schermo che mostra i contenuti, un player che li riproduce e un software che li organizza. A seconda dell'hardware scelto, due di questi elementi possono stare nello stesso dispositivo, ma i tre ruoli restano distinti.
- Lo schermo. È la parte visibile e, il più delle volte, la voce più costosa del progetto. Può essere un televisore consumer, un monitor professionale progettato per funzionare molte ore al giorno, uno schermo da vetrina ad alta luminosità o un videowall composto da più pannelli. La scelta giusta dipende dal luogo (interno, vetrina, esterno), dal numero di ore di accensione al giorno e dalla distanza di lettura.
- Il player. È il dispositivo che scarica i contenuti e li visualizza. È integrato nella maggior parte dei monitor professionali, che hanno un proprio sistema operativo: Android, LG webOS o Samsung Tizen: per Smart-Signage, questi ultimi due sono pilotati da un'app nativa scaricabile (IPK e .wgt), riservata all'offerta Enterprise. In alternativa, si collega in HDMI un box Android, un mini PC o un Raspberry Pi. Anche un semplice browser web a schermo intero può fare il lavoro.
- Il software. Spesso chiamato CMS (content management system), serve a creare o importare i contenuti, organizzarli in playlist, programmarli per orario e giorno e inviarli agli schermi. Oggi è quasi sempre ospitato online (SaaS): si accede da un browser web, senza nulla da installare.
Come funziona il digital signage, dalla creazione allo schermo
Il digital signage segue sempre lo stesso percorso. Un utente prepara un contenuto nel software: carica un manifesto, un video o un PDF, compone una grafica in un editor oppure aggiunge un widget che si aggiorna da solo, come il meteo, l'ora o la disponibilità di una sala riunioni. Inserisce il contenuto in una playlist, che stabilisce l'ordine e la durata di ogni elemento, poi assegna la playlist a uno o più schermi, con un palinsesto se il contenuto deve cambiare secondo l'ora.
Il player di ogni schermo interroga regolarmente il software, scarica ciò che è cambiato e lo conserva in memoria. Grazie a questa cache locale, uno schermo che perde la connessione continua a riprodurre l'ultimo palinsesto ricevuto. Il software segnala anche lo stato di ogni schermo (online, offline, contenuto in riproduzione), così un guasto si individua senza spostarsi. Su una piattaforma come Smart-Signage, una modifica pubblicata dall'ufficio o dallo smartphone arriva agli schermi in pochi secondi.
Quale schermo scegliere: interno, vetrina, uso 16/7 o 24/7
Due caratteristiche distinguono gli schermi per digital signage molto più della diagonale o della marca: la luminosità, misurata in candele per metro quadrato (cd/m², dette anche nit), e il numero di ore al giorno per cui lo schermo è progettato e garantito.
| Tipo di schermo | Luminosità tipica | Uso giornaliero previsto | Luogo adatto |
|---|---|---|---|
| Televisore consumer | Da 300 a 400 cd/m² | Uso domestico, circa 6-8 ore al giorno | Sala riunioni, ufficio, sala d'attesa poco illuminata, uso breve |
| Monitor professionale da interno | Circa 400-500 cd/m² | 16 ore al giorno, 7 giorni su 7, o 24/7 secondo il modello | Negozio, reception, ristorante, edificio per uffici |
| Schermo da vetrina ad alta luminosità | Da 1.500 cd/m², 2.500 e oltre in pieno sole | Uso prolungato, progettato per il calore dietro il vetro | Vetrina su strada, zona molto luminosa, spazio esterno coperto |
Ordini di grandezza di mercato, variabili da un modello all'altro. Verifica la scheda tecnica dello schermo prima dell'acquisto.
La dicitura 16/7 o 24/7 indica l'uso per cui è progettato un monitor professionale: sedici ore al giorno, sette giorni su sette, oppure funzionamento continuo. Un negozio aperto dalle 9 alle 19 tiene acceso lo schermo dieci ore al giorno, già oltre l'uso domestico coperto dalla garanzia di un televisore. Una palestra aperta dalle 6 alle 23 supera le sedici ore: serve un monitor 24/7. A guidare la scelta devono essere gli orari reali di apertura, non il budget.
La vetrina è il caso più sottovalutato: un televisore consumer dietro un vetro esposto al sole diventa illeggibile proprio nelle ore in cui passano più persone. Da qui la soglia di 1.500 cd/m², o anche 2.500 per una vetrina in pieno sole.
Il player: integrato, box esterno o browser web
Un player per digital signage si presenta in tre forme, e la scelta dipende soprattutto dallo schermo già presente. I monitor professionali recenti integrano un SoC (system on chip), cioè un piccolo computer incorporato con il proprio sistema operativo: basta installarvi l'app del player, senza box né cavi aggiuntivi. È la soluzione più pulita e più affidabile per un parco di schermi.
Quando lo schermo non ha un sistema operativo utilizzabile, per esempio un vecchio televisore o un monitor da computer, si aggiunge un player esterno collegato in HDMI: un box Android, un mini PC Windows o Linux, oppure un Raspberry Pi. Una terza strada è il browser web a schermo intero, che riproduce il player web di Smart-Signage su qualsiasi dispositivo recente: così si può provare senza comprare nulla. La pagina sulla compatibilità descrive i sistemi supportati: Android, Windows, browser web e, con l'offerta Enterprise, LG webOS.
Che cosa deve saper fare un software di digital signage
Qualsiasi software di digital signage sa inviare un'immagine a uno schermo. Ciò che li distingue è il quotidiano: quando una promozione deve cambiare alle 11, quando bisogna gestire quindici schermi in cinque città, o capire perché uno schermo è diventato nero.
Le funzioni che contano davvero, in ordine di importanza:
- la programmazione per orario, giorno e data, perché il contenuto giusto vada in onda al momento giusto senza intervento;
- la riproduzione offline, perché un'interruzione di rete non si trasformi in uno schermo nero;
- il monitoraggio remoto, per sapere quali schermi sono online e che cosa mostrano;
- i contenuti che si aggiornano da soli: meteo, ora, agenda delle sale, prezzi, pagine web;
- uno strumento di creazione integrato, per non dipendere da un grafico a ogni modifica;
- i permessi utente, non appena pubblicano più persone o più sedi;
- l'allerta di emergenza, che porta un messaggio su tutto il parco con un solo gesto.
Smart-Signage riunisce queste funzioni in una piattaforma online, con uno Studio che impagina i manifesti partendo da una semplice descrizione, i videowall, i tablet di prenotazione sale e un telecomando per gli schermi. La riproduzione arriva fino al 4K con tutte le offerte. L'elenco delle funzionalità le descrive una per una.
Gli usi del digital signage per settore
Nel commercio, il digital signage sostituisce i cartelli promozionali e attira lo sguardo in vetrina: una promozione cambia in pochi secondi in tutta una catena, e ogni punto vendita può adattare localmente ciò che lo riguarda. Nella ristorazione fa da menu board: il menu passa da solo dalla colazione al pranzo e alla cena, e un piatto esaurito sparisce dallo schermo con un clic.
Nella sanità, gli schermi delle sale d'attesa mostrano consigli di prevenzione e informazioni pratiche, e riducono l'attesa percepita. In azienda, il digital signage porta la comunicazione interna nella hall e negli spazi comuni, mostra la disponibilità delle sale riunioni e riporta gli indicatori di produzione in reparto. Nelle scuole, nei comuni e negli enti pubblici mostra orari, aperture e notizie, e deve poter inviare un'allerta a tutti gli schermi contemporaneamente.
Ogni settore ha i propri vincoli: la luminosità in vetrina, gli orari lunghi in palestra, la riservatezza in uno studio medico, la presenza di più sedi in una rete di filiali. Le pagine qui sotto descrivono contenuti, schermi e configurazione per ciascuno.
Il digital signage, settore per settore:
- RistorazioneDigital signage per ristoranti, brasserie e fast-food
- Azienda & ufficiDigital signage in azienda: hall d'ingresso e open-space
- Panetteria & pasticceriaDigital signage per panetteria e pasticceria
- Palestra & club fitnessDigital signage per palestra e club fitness
- Hotel & meetingDigital signage per hotel, lobby e sale meeting
- Agenzia immobiliareVetrina digitale per agenzia immobiliare
- Concessionaria & officinaDigital signage per concessionaria automobilistica e officina
- Commercio & grande distribuzioneDigital signage per negozi e grande distribuzione
- Farmacia & sala d'attesaDigital signage per farmacia e sala d'attesa
- Scuola, università & centro di formazioneDigital signage per scuole, università e centri di formazione
- Parrucchiere & esteticaDigital signage per parrucchieri e centri estetici
- Campeggio & outdoorDigital signage per campeggi e strutture all'aria aperta
- Comune & ente pubblicoDigital signage per comuni ed enti pubblici
- Industria & officinaDigital signage in ambito industriale: officina e linea di produzione
- Banca & assicurazioneDigital signage per filiali bancarie e agenzie assicurative
- Ambulatorio medico & centro sanitarioDigital signage per ambulatori medici e centri sanitari
Realizzare un progetto di digital signage in sei tappe
Un progetto di digital signage ben riuscito parte dai contenuti e dal luogo, non dall'acquisto dello schermo. Le tappe qui sotto valgono per un solo schermo come per una rete; cambia soltanto la loro durata.
- Definire l'obiettivo e il pubblico: vendere dalla vetrina, informare una sala d'attesa, comunicare internamente. Da qui dipendono i contenuti, il luogo e il tempo di lettura disponibile.
- Scegliere la posizione: altezza, distanza di lettura, luce naturale, accesso a una presa elettrica e alla rete (Wi-Fi o cavo).
- Scegliere lo schermo in base alla posizione e agli orari di apertura: televisore consumer, monitor professionale 16/7 o 24/7, schermo da vetrina ad alta luminosità.
- Scegliere il player: integrato nello schermo, box esterno o browser web, dopo aver verificato la compatibilità.
- Preparare i contenuti e il palinsesto: poche grafiche leggibili in tre secondi, organizzate in playlist e collocate in un palinsesto.
- Montare, associare e monitorare: il player mostra un codice, lo inserisci nella piattaforma, poi controlli a distanza che ogni schermo mostri ciò che era previsto.
Per provare prima di investire bastano un account gratuito e un televisore che hai già: validi i contenuti e la posizione con un solo schermo, poi acquisti l'hardware sapendo di che cosa hai bisogno.
Quanto costa il digital signage?
Il costo del digital signage si divide in quattro voci: lo schermo, il suo supporto e il montaggio, il player se non è integrato, e il software. Le prime tre sono spese una tantum che variano molto secondo il luogo: uno schermo da vetrina ad alta luminosità costa sensibilmente più di uno schermo da interno. Il software è quasi sempre un abbonamento mensile o annuale per schermo.
Con Smart-Signage il software è gratuito fino a 3 schermi, poi costa 9 € IVA esclusa per schermo al mese (oppure 99 € IVA esclusa all'anno), senza vincoli. La nostra guida ai prezzi del digital signage spiega che cosa fa variare ogni voce e che cosa prevedere in tre casi tipici, dalla vetrina alla rete di dieci negozi. I dettagli delle offerte sono nella pagina dei prezzi, e le condizioni dell'account gratuito nella pagina del software digital signage gratuito.
Glossario del digital signage
- Player: dispositivo o app che scarica i contenuti e li visualizza sullo schermo. Può essere integrato nello schermo o collegato in HDMI.
- Playlist: sequenza ordinata di contenuti (immagini, video, widget) con una durata di visualizzazione per ciascuno, riprodotta in loop.
- Palinsesto: la programmazione che decide quale playlist va in onda e quando, per orario, giorno della settimana o data. Si parla anche di dayparting.
- CMS: software di gestione dei contenuti, che serve a creare, programmare e inviare i contenuti agli schermi.
- SoC (system on chip): computer integrato in un monitor professionale, che permette di installare il player senza box esterno.
- cd/m² (nit): unità di misura della luminosità di uno schermo. Circa 300-500 in interni, da 1.500 in vetrina.
- 16/7 e 24/7: durata di funzionamento giornaliera per cui è progettato un monitor professionale, sedici ore o in continuo, sette giorni su sette.
- DOOH (digital out-of-home): digital signage pubblicitario negli spazi pubblici, venduto agli inserzionisti.
- Associazione: collegamento di uno schermo a un account inserendo, nella piattaforma, il codice mostrato dal player.
Domande frequenti
C'è differenza tra digital signage e segnaletica digitale?
Nell'uso comune no: i due termini indicano schermi che mostrano contenuti gestiti a distanza. Si trovano anche cartellonistica digitale o comunicazione dinamica. Ciò che fa del digital signage qualcosa di più di un semplice schermo è che il contenuto cambia secondo l'ora, il luogo o l'attualità, mentre un manifesto di carta resta fisso.
Si può usare un televisore consumer come schermo di digital signage?
Sì, in interni e per poche ore di utilizzo al giorno. Mostra i suoi limiti in due casi: dietro una vetrina esposta al sole, dove la luminosità non basta più, e oltre l'uso domestico coperto dalla garanzia, circa 6-8 ore al giorno.
Il digital signage richiede una connessione internet permanente?
No. Il player ha bisogno della rete per ricevere i nuovi contenuti, ma li conserva in cache: se la connessione cade, lo schermo continua a riprodurre l'ultimo palinsesto ricevuto e si aggiorna quando la rete torna.
Quanto tempo serve per mettere in funzione un primo schermo?
Con uno schermo già montato, conta circa un quarto d'ora: crei un account, carichi o generi una prima grafica, la aggiungi a una playlist, poi associ lo schermo inserendo il codice a sei cifre mostrato dal player.
Per approfondire
Casi d'uso per settore
Sedici settori, dalla ristorazione all'industria, con lo schermo e i contenuti giusti.
Digital signage: prezzi
Le voci di costo di un progetto e ciò che le fa variare.
Compatibilità degli schermi
Android, Windows, LG webOS, browser web: che cosa funziona e come.
Prezzi di Smart-Signage
Gratuito fino a tre schermi, poi una licenza per schermo, senza vincoli.